Il Friularo incanta Vinitaly

Il Friularo incanta il Vinitaly

Memoria, storia e identità della nostra terra

A Vinitaly abbiamo vissuto un momento di grande valore culturale e identitario con l’evento “L’Anima antica del Friularo – Memorie di vino, storia e vita contadina”, un viaggio intenso tra tradizione e memoria dedicato al Friularo, vino simbolo delle nostre radici storiche, culturali ed enologiche, profondamente legato alla storia contadina e all’anima della nostra terra.

Per noi della Cantina di Conselve il Friularo non è soltanto un vino. È memoria collettiva, è espressione autentica della civiltà contadina, è il legame profondo tra il lavoro dell’uomo e la generosità della nostra terra. Ogni calice custodisce secoli di esperienza, di vendemmie, di famiglie e di stagioni vissute nei vigneti della Bassa Padovana.

Stefani: il Friularo eccellenza veneta

A rendere ancora più significativo l’evento è stata la presenza di Alberto Stefani, Presidente della Regione Veneto, che nel suo intervento ha sottolineato come il Friularo rappresenti un’eccellenza da valorizzare e promuovere sempre di più, ribadendone il valore identitario e il ruolo che merita nel panorama enologico nazionale.

Il territorio dei 14 Comuni

Nel corso dell’evento, Nicola Zaggia, Presidente del Consorzio Tutela Bagnoli Friularo DOCG, ha ricordato il valore del territorio che dà origine a questa denominazione, un’area composta da 14 Comuni della provincia di Padova: Agna, Arre, Bagnoli di Sopra, Battaglia Terme, Bovolenta, Candiana, Due Carrare, Cartura, Conselve, Monselice, Pernumia, San Pietro Viminario, Terrassa Padovana e Tribano.

Un territorio ricco di storia, tradizione agricola e peculiarità ambientali che trova nel Friularo la propria espressione più autentica.

Zaggia ha inoltre ricordato alcuni degli appuntamenti simbolo che ogni anno celebrano questo vino e il suo legame con la comunità, come la Marcia del Vin Friularo in programma il 22 novembre e la tradizionale Vendemmia dei Sindaci, momenti che uniscono istituzioni, produttori e cittadini nel nome della cultura del vino.

Un passaggio importante è stato dedicato anche ai soci del Consorzio: il Dominio di Bagnoli e la Cantina di Conselve, realtà che rappresentiamo con orgoglio e che riunisce molti soci, tra cui circa 30 produttori impegnati nella produzione del Friularo, impegnati ogni giorno nella tutela e nella valorizzazione del Friularo.

Le radici antiche

Lo storico Nicolò Calore ci ha guidati alla scoperta delle origini del Friularo, vino profondamente legato alla storia del nostro territorio.
Secondo alcuni studiosi, il nome deriva dal latino Frigus (“freddo”) e richiama la tradizionale raccolta tardiva, quando il freddo accompagna la piena maturazione delle uve.
Questa terra, un tempo parte della Decima Regio, Venetia et Histria, era attraversata dalla via Annia. Già nel 954 d.C. un atto ufficiale citava i vini di Bagnoli, legandoli al territorio. Documenti dei secoli successivi raccontano poi di vigne, donazioni e tributi pagati in vino: segni concreti di una tradizione vitivinicola antichissima.

Il carattere autentico del Friularo

Nel suo intervento, il nostro Presidente Roberto Lorin ha posto l’attenzione sull’identità sensoriale del Friularo, un vino dalla personalità inconfondibile.

Il Bagnoli Friularo DOCG, prodotto con Raboso Piave per almeno il 90% e con una percentuale di uve appassite, si presenta con un colore rosso intenso dai riflessi violacei, che con il tempo evolve verso il granato.

Al naso offre profumi di frutta rossa come marasca, prugna e ciliegia. Con l’affinamento emergono note più ricche e avvolgenti di frutta matura, spezie, cacao e vaniglia. Il passaggio in botte ne arricchisce il profilo aromatico e lo rende più morbido ed equilibrato.

In bocca è strutturato e deciso, con tannini presenti, una piacevole freschezza e un carattere autentico che esprime al meglio l’identità del Friularo.

Dal Ruzante a Lodovico Pastò: il Friularo nella cultura veneta

Anche la letteratura ci consegna preziose testimonianze. Nel Cinquecento Angelo Beolco, il celebre Ruzante, descriveva un vino “sgarboso”, forte e sincero, probabilmente antenato del nostro Friularo di Bagnoli. Un vino dal carattere deciso, capace di rappresentare l’anima più autentica del Padovano.

Il primo documento che cita direttamente il Friularo di Bagnoli insieme agli altri vitigni autoctoni risale invece al 1774. Pochi anni dopo, nel 1787, il poeta veneziano Ludovico Pastò gli dedicò il celebre ditirambo El Vin Friularo de Bagnoli, celebrandone bontà e virtù con versi che ancora oggi emozionano:

Ma fra i vini, el più stimabile,
el più bon, el più perfeto
xe sto caro vin amabìle,
sto Friularo benedeto.

Parole che durante il nostro incontro a Vinitaly hanno ripreso nuova vita grazie alla coinvolgente interpretazione del buon Ferruccio Ruzzante.

Custodire il passato, raccontare il futuro

Per noi della Cantina di Conselve, promuovere il Friularo significa custodire un patrimonio che appartiene a tutti. Significa raccontare il valore della nostra terra, delle persone che la lavorano e della cultura che l’ha resa unica.

Vinitaly ci ha ricordato ancora una volta quanto il Friularo sia vivo, attuale e capace di parlare al presente senza perdere il legame con il passato. Ed è proprio questo il suo fascino più grande: essere storia, identità e futuro nello stesso calice.

Sono intervenuti:

  • Nicola Zaggia, Presidente Consorzio Tutela Bagnoli Friularo DOCG
  • Nicolò Calore, storico e formatore
  • Roberto Lorin, Presidente di Conselve Vigneti e Cantine
  • Ferruccio Ruzzante, giornalista
  • Marco Berto, tecnico al Dominio di Bagnoli

Un sentito ringraziamento anche a Elisa Bagordo, che ha condotto l’evento con professionalità ed eleganza, a Stefano Sguotti, Vicepresidente della Cantina, Gino Disarò e Stefano Zavattiero per la partecipazione.

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